Colloquio di lavoro: l’importanza del linguaggio del corpo

Durante un colloquio di lavoro è bene fare una buona impressione. Ecco perché dovreste prestare molta attenzione anche al linguaggio del corpo. Ebbene sì, non basta presentare un bel CV e avere ottime referenze; chi ci intervista starà molto attento a scrutare anche il nostro linguaggio non verbale, e tutto sarà valutato. 

Dalla postura al capo di abbigliamento, ogni dettaglio fa la differenza e indica moltissimo della nostra personalità, nondimeno lascia trasparire le emozioni che proviamo in quel momento. Frutti di una buona (e normale) dose di ansia che inevitabilmente ci accompagna in occasioni così importanti, potrebbero tuttavia inibirci e pregiudicare la riuscita del nostro colloquio.

Perché il linguaggio del corpo è importante

Noi non comunichiamo esclusivamente attraverso le parole: il linguaggio del corpo, avrete notato, dice molto di una persona. Ecco perché durante un colloquio di lavoro dobbiamo tenerne conto. Ricordiamoci che avremo di fronte a noi persone allenate proprio nell’osservazione, e non si lasceranno sfuggire il minimo dettaglio. L’ansia sarà pressoché inevitabile, ma con qualche piccola accortezza possiamo imparare a controllarla. 

In questo articolo abbiamo raccolto 4 consigli utili per tenere a freno l’ansia attraverso una gestione più corretta del linguaggio del corpo, evitando quei piccoli errori che potrebbero compromettere la nostra posizione.

Ma come ti vesti?

Se è vero che la prima impressione è quella che vale, dobbiamo prestare attenzione all’abbigliamento che scegliamo. Non possiamo esimerci dall’inserirlo fra il linguaggio del corpo, e adesso scopriremo perché.

Innanzitutto, dobbiamo focalizzare la posizione per cui ci stiamo presentando; e questo è un dato importante perché ci aiuta a scegliere i capi più adatti. 

Abbiamo un buon ventaglio di possibilità fra cui scegliere, il trucco sta tutto nel riuscire a capire l’occasione in cui sfoggiarli: trovandoci a un colloquio di lavoro estremamente formale, non faremmo una bella figura presentandoci in outfit super casual. 

Tuttavia, in linea generale è preferibile utilizzare il giusto mix, con un look formale ma dettagliato con accessori più casual e, nel caso, con make-up tenui. Un linguaggio del corpo che comunicherà al recruiter di turno affidabilità e professionalità.

Mantieni il contatto visivo

Un po’ d’ansia e un po’ di insicurezza ci rendono vulnerabili. Fra gli errori più comuni che possiamo commettere in fase di colloquio è non mantenere il contatto visivo con il recruiter, ma nel linguaggio non verbale è quello che maggiormente comunica vibes negativi; ci fa apparire scostanti e troppo esitanti. Insomma, in totale contrasto con le soft skills richieste oggi dal mondo del lavoro. 

Se invece ci presentiamo con una stretta di mano decisa, sostenendo la conversazione e lo sguardo di chi ci sta scrutando e giudicando comunicherà immediatamente fiducia in sé stessi e nelle proprie potenzialità. Non a caso, i recruiters apprezzano moltissimo la capacità del candidato di non abbassare lo sguardo perché dimostrano di essere competenti e, cosa super importante, sinceramente interessati alla posizione.

Non gesticolare con le mani

A volte non ce ne rendiamo nemmeno conto. Gesticolare con le mani quando parliamo è un brutto vizio che va ad acuire il mood precedente; tanto vale per quelli che si toccano costantemente i capelli oppure accompagnano ogni parola con le mani, daremo l’impressione di essere nervosi e assolutamente incapaci di gestire lo stress

Mantenere invece una postura dritta e composta, con le mani ferme ci farà apparire immediatamente più professionali. E attenzione che per mani ferme non intendiamo incrociate con le braccia: in questo caso, infatti, il nostro corpo sta comunicando un atteggiamento di chiusura verso l’interlocutore.

Pensa prima di rispondere alle domande

Questo punto potrà sembrarvi strano, eppure lo inseriamo fra il linguaggio del corpo perché anche fermarsi a riflettere un minuto, prima di rispondere ad una qualsiasi domanda postaci dal recruiter potrà aiutarci ad apparire al meglio. 

Certo, non dobbiamo diventare bradipi, ma siccome la virtù sta sempre nel mezzo, un buon compromesso è imparare a parlare calibrando il ritmo del discorso. Se credete sia difficile vi sveliamo un segreto: esercitatevi prima davanti lo specchio come se voleste recitare un copione.

Questo piccolo trucchetto vi aiuterà ad acquisire più fiducia in voi stessi e a tranquillizzarvi; non è inusuale, infatti, che durante un colloquio di lavoro il candidato si faccia prendere dall’ansia, e questo potrebbe manifestarsi anche attraverso una parlantina troppo veloce, che invece di mostrarci spigliati ci rende agli occhi dell’esaminatore solo più ansiosi. 

Prendersi una piccola pausa fra una risposta e l’altra dimostra subito riflessione. Stiamo comunicando di aver ascoltato con attenzione e serietà; altrettanto accorte e serie saranno le parole da noi pronunciate.

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About Roberta Fabozzi

In principio, c’era una forte passione per il giornalismo. Poi si è espansa al mondo della comunicazione, e iI passo verso il marketing è stato breve. Oggi, il mio mondo è il Content Marketing (e i gatti).
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